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27 marzo 2005


Prima che le nostre bocche si incontrassero,i nostri corpi già facevano l’amore.

 

Le mani cercano sotto i vestiti da festa l’approdo di una triste carezza.

 

Prima che le nostre bocche si incontrassero,i nostri corpi già facevano l’amore.

 

Lenta,lentissima agonia.

Averti accanto,il tuo respiro sul mio,consapevoli entrambi che sarebbe successo.

Inutile fermarci

Ma fermami adesso….

 

Prima che le nostre bocche si incontrassero,i nostri corpi già facevano l’amore.

 

Chiudo gli occhi.Serro forte il cuore.

Dentro di me non devi entrare.

Ma è inutile fermarci.

E’ scritto sulle nostre bocche questo bacio assurdo

E non so se domani avremmo la forza di sorriderci di nuovo e continuare per la nostra strada.

E non so se avrò la forza di non amarti,

anche questa volta.

Ma mi accorgo stupita che prima che le nostre bocche si incontrassero,i nostri corpi già facevano l’amore.

 

 

 

To mark




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20 marzo 2005


Tanti auguri a te

Tanti auguri a te

Tanti auguri a Sam

Tanti auguri a te….

 

….e ora ho il tempo di sentirli tutti quanti questi 19 inverni….vento sulla pelle e ricordi che ho tenuto in un palmo di mano solo per poterli rivivere in momenti come questi…

Tanti auguri,Sam,Tanti auguri.

E trovo attimi d’immenso abbandonati in qualche luogo sperduto,dove non sapevo fosse rimasto tutto questo amore.

Eppure c’è…

E ci sono le mie due migliori amiche…antitetiche e complementari,meravigliose nelle loro evidenti differenze…Io,piccola…io,il cucciolo di una famiglia allargata di due madri e una bambina indisponente…..

E c’è un amico,che forse è qualcosa di più,che forse è qualcosa di meno,che mi guarda senza guardare realmente,e mi tiene stretta a se in questa notte alcolica di lasagne e vestiti attillati…

E ci sono amici in ogni dove,c’è un Geko in giacca e cravatta con un regalo rosa tutto per me…c’è un flautista che suona col cuore e che resta in ascolto anche solo per farti capire che c’è….e che l’amicizia è questione di attimi,di affinità dileguatesi,di momenti insperati carpiti chissà quando,il dove non importa,eravamo a casa mia…

E ci sono amici che ruotano e vanno,satelliti meravigliosi,pianeti rutilanti in questa corsa alla maturità…

E c’è una sorella che ubriaca per la prima volta riscopre che forse vivere è meglio che una vita apparente…

E ci sono 19 candeline che aspettano. Chiudo gli occhi…

fra un po’ sarà già domani

penso a qualcosa che non ho…penso ai miei amici,alla mia famiglia…penso a chi è lontano e forse non si ricorderà degli anni di quello che fu amore…stringo forte le mani per colmare la potenza di questa gioia…Fra poco sarà domani…

Tanti auguri a me….

 




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19 marzo 2005


Egregio Presidente Storace,

noi,studenti della XIII Circoscrizione,siamo qui per chieder conto di una situazione alquanto incresciosa che,in un certo qual modo,riguarda la Sua presidenza alla regione Lazio.

Da qualche tempo,nelle ultime classi liceali,è stato distribuito un opuscolo celebrativo dell’opera nazionalista di Mazzini.

Celebrare l’opera mazziniana di riunificazione italiana e il suo tentativo,moderno se vogliamo,di costituire una società europeista,è un gesto doveroso che gli italiani debbono ai combattenti tutti del Risorgimento Italiano;ma fra onorare e conoscere la storia e il tentativo,tra l’altro malcelato,di relativizzare quest’ultima,la differenza è palese.

Il suddetto opuscolo si fregia di contenuti quantomeno ambigui e facilmente interpretabili secondo determinate ideologie di parte.

A livello tecnico,il libretto sopra citato si presenta strutturato in maniera confusionale,tanto da nuocere al ritmo della narrazione stessa e alla veridicità di un quadro storico sicuramente molto complesso e ricco di sfaccettature etiche e politiche come il nostro Risorgimento.

Ma la cosa che ha ferito la nostra intelligenza e la nostra cultura è stata la Prefazione,la quale presenta la Sua firma.

Vogliamo avere l’arroganza di ricordare al suo Staff Lavorativo,alla Sua Presidenza e ai Suoi collaboratori che,seppur all’interno di una Repubblica propensa a relativizzare la realtà storica secondo ideologie di regime,la Storia non è tenuta ad inchinarsi davanti ad un tentativo palese di ripristinare un’ideologia perdente che ha come fine ultimo,l’indottrinamento della parte più fragile e confusa dell’elettorato laziale.

Il tentativo,del tutto biasimabile,della Sua Giunta è un qualcosa che nuoce alla verità,alla correttezza,alla giustizia e soprattutto nuoce alla crescita mentale ed etica di quella che sarà la classe dirigente e lavorativa del domani.

Per quanto questo Governo tenti in tutti i modi di “Costruire”cittadini in serie aculturati e acerebrati,esistono ancora studenti dotati di un proprio metro di giudizio,tarato sulla realtà storica e non su squallide rivisitazioni dell’ultima ora.

Purtroppo per Lei e per chi come Lei crede ancora di poter fare propaganda in questo modo sconsiderato nelle scuole pubbliche con i soldi dei cittadini,esistono ancora studenti capaci di ricordare al Presidente della propria regione  che il denaro di tutti dovrebbe essere impiegato per progetti di tutti,e non per campagne pubblicitario-politiche dominate da un sostrato semplicista e ,mi permetta,ignorante.

 

Gli Studenti del XIII Municipio.




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9 marzo 2005

amore da poco

Annego dentro una tazza di caffellatte vagamente bulimica.

Giro le mie paranoie insieme alla schiuma depositaria di antica glicemia.

Lecco cucchiaiate di indolenza.

Potrei andarmene,salire sul primo autobus diretto al centro

.Schivare l’inutilità della vita altrui e gettarmi a capofitto dentro il traffico congestionato di fine pomeriggio e avere giusto il tempo di accorgermi che mi sto suicidando.

Potrei andarmene,salire sul primo autobus diretto verso casa mia,infilarmi in uno di quei portoni peritici e farmi fino a non esistere. Riempirmi di coca,o che so io,e poi starmene li a farmi del niente.

Potrei.

Sono troppo codarda persino per alzarmi da questa fottutissima sedia del cazzo.

Ti ascolto

.Le tue parole mi scivolano addosso.Ai miei piedi cimiteri dei tuoi racconti.

Su ogni lapide una frase inutile.

Pozzanghere di doppi sensi insediano la mia via alla dimenticanza.Te ne stai davanti al mio caffellatte senza sapore e continui a parlare.

Ok.Calma.Respira.Sam.

Fuori l’aria dentro l’aria.

Indolente.

Annego nella noia del tuo brontolare inattivo.

che poi ti alzi e mi trascini con te.

Le gambe seguono la spinta di un non-uomo.

Punzecchio la perduta mascolinità e mi ritrovo con le tue mani nei pantaloni,impantanati dentro la pioggia di inizio marzo,fra i portoni di una Roma dabbene.

 

 

Potrei andarmene.

 

“prima di te so di non aver mai amato”

sciocco sentimentalismo da due lire che ti porgo senza neanche chiedermi scusa.

 

Lo chiedi tu per entrambi.

 

“prima di te,so di non aver mai amato”




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5 marzo 2005



<400 colpi…400>





confusione.

Erano le 18 e qualcosa.
Ascoltavo i Genesis a lume di candela.
Entra una voce dalla porta socchiusa

e ho pianto.
Di la i miei amici e la mia famiglia a gioire,come se ad essere liberata fosse stata una donna di famiglia.Le loro risate invadono la triste penombra della mia cameretta .Marco,seduto accanto a me,ha sorriso.
Io a piangere,senzasenso
Senzaparole
Quella manifestazione per la sua liberazione nella testa,fotogrammi di qualcosa che sentivo vivo come un bisogno. Protestare,Manifestare. Che forse non serve mai ad un cazzo…che forse serve solo a me.

Ore 19,00
Caos.
Notizie che vanno, si scontrano,lacerano la memoria…e poi il buio. La certezza che non saprò mai la verità. Che la verità è appannaggio di pochi eletti.
C’è il cavaliere della Repubblica che ramanzina un cordoglio ben lungi dal provare realmente....

Notizie che vanno. Notizie che vengono.

E ora esce fuori che è stato un attentato programmatico alla vita della giornalista del manifesto,scomoda per molti…scomoda anche per questo governo revisionista.
Continuiamo a far fuori la verità che ci fa pensare,etichettiamola come “sovversiva”,”millantatrice”.
Continuiamo a invadere paesi sempre più poveri in nome di bombe che non esistono e di alleanze per spartirsi il bottino.
Continuiamo a mandare al fronte bamboccetti che sparano alle foglie morte.
Sentiamoci eroi perché abbiamo deciso di liberare un paese dalla tirannide saddamista per scraventarlo nell’inferno dei protettorati filo-indemocratici,precisamente egemonici.
Continuiamo a dare per buone scuse senza se e senza ma,che tanto,ne muore uno o ne muoiono mille per noi è sempre uguale.
Sono numeri-sottotili durante il tg delle 20.00

Uscire fuori dall’Iraq.
Adesso.


E non voglio essere l’unica.




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3 marzo 2005


“Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu,coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu,alto e vittorioso
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso in cui ti afferro”

(Nazin Hilkmet)


Sei la mia schiavitù,sei la mia libertà…

Sei quel respiro che cerco gemello.
Fuori da qui un mondo che crolla.
Sei la perfezione di un’attimo.Sei la tua mano che scivola tra i capelli e racconta di storie e di noi,un noi che hai perduto ed ora ritrovi in un bacio gentile al di la di quel senso comune di comune”amicizia”

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà.

Senza respiro.
Respiro di te.

Sei quello che cerco nell’ansia del giorno.
Sei la risposta a mille domande.
Sei mio nel momento in cui dici addio e poi torni a riscuotere un mero rimborso d’amore.

Sei la mia schiavitù,sei la mia libertà.

To mark




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2 marzo 2005


senza fiato è ciò che sono,ciò che vivo,quello che vorrei...
Senzafiato è la madre di ogni storia.Senzafiato è un racconto da leggere,da capire,da odiare.Perchè chi si sente senzafiato,senzaluce,senzavita,è colui che,unico fra molti,percepisce la vita nella sua immensità devastante.
Basta parole.
Senzafiato




permalink | inviato da il 2/3/2005 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

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